La sigla “PON” è l’acronimo “Programmi Operativi Nazionali” del Miur, sono finanziati dall’Unione Europea per promuovere l’uguaglianza sociale, occupazionale ed economica tra le varie aree dell’UE.
Le scuole che desiderano accedere a questi finanziamenti, devono elaborare un piano da consegnare all’Autorità di Gestione dei PON.
Quest’ultima, se li trova meritevoli, ne autorizza l’erogazione.
A quel punto la scuola può mettere in atto il suo progetto, sempre sotto la supervisione dell’Autorità.
La partecipazione ai progetti PON è libera e l’organizzazione del progetto è fatta, in completa autonomia, dalla scuola che vi aderisce.
Gli obiettivi, gli alunni che parteciperanno, i docenti che li seguiranno, i tempi, i luoghi e le modalità vengono esplicitati nel progetto predisposto a seconda delle attività da volgere e dei bisogni individuali di ogni territorio.
Il docente di sostegno, così come altre figure non obbligatorie, possono essere remunerate con i fondi previsti per le spese generali.
Per le attività scolastiche Tipo i PON, è giusto escludere i ragazzi con disabilità perché non c’è un insegnante di sostegno?
Le attività organizzate dalla scuola devono essere accessibili a tutti gli alunni e non discriminare nessuno. Questo vale certamente anche per i PON.
Il fatto che le norme sui PON non prevedano esplicitamente l’obbligo di fornire risorse particolari per gli alunni con disabilità non significa certo che le scuole siano autorizzate ad escluderli.
Le attività organizzate dalla scuola devono essere accessibili a tutti gli alunni e non discriminare nessuno. Questo vale certamente anche per i PON.
Il fatto che le norme sui PON non prevedano esplicitamente l’obbligo di fornire risorse particolari per gli alunni con disabilità non significa certo che le scuole siano autorizzate ad escluderli.
Può essere che alcune iniziative non siano adatte a tutti e, in alcuni casi, se non è possibile intervenire altrimenti, si potrà proporre per alcuni delle attività diverse, motivando la decisione, ma non si può assolutamente escludere tutti gli alunni con disabilità da tutte le attività integrative proposte dalla scuola.
«2. Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga»
Purtroppo tante scuole ignorano i principi dell’inclusione, o li considerano degli optional, e allora non resta che ricordarglielo utilizzando strumenti “antipatici” come diffide formali via raccomandata o PEC.